Martirano - Visit Gal Dei Due Mari
Martirano, conosciuto anche come Martirano Antico per distinguerlo da Martirano Lombardo, è un piccolo comune della provincia di Catanzaro situato a 381 metri sul livello del mare, nella valle del fiume Savuto. Le sue origini sono spesso associate all’antica Mamertum, città dei Bruzi citata da autori come Strabone e Plinio, sebbene alcuni studiosi la collochino altrove. In epoca romana il territorio era attraversato dalla Via Popilia, importante arteria che collegava Capua a Reggio Calabria, e ospitava la stazione fluviale Ad Sabatum Flumen, nodo commerciale e presidio militare strategico. Dopo la caduta dell’Impero Romano, Martirano passò sotto il dominio dei Goti, dei Bizantini e dei Longobardi, fino all’arrivo dei Normanni che nel 1058, con Roberto il Guiscardo, istituirono la Diocesi di Martirano e, durante il regno di Ruggero II, costruirono l’imponente castello-fortezza, eretto nel 1113 a dominare la valle del Savuto. Nei secoli successivi la città fu al centro di lotte e dominazioni, divenne feudo di famiglie nobili come i Kalà , i De Gennaro e i D’Aquino, e visse momenti difficili segnati da ribellioni, carestie, invasioni e gravi terremoti, tra cui quelli del 1638, del 1783 e del 1905. Durante il periodo angioino e aragonese Martirano assunse un ruolo politico e religioso di rilievo, ma nel 1818 Papa Pio VII soppresse la Diocesi unendola a quella di Nicastro, poi ripristinata come sede titolare da Papa Paolo VI nel 1969. Nell’Ottocento il paese partecipò ai moti risorgimentali e alla spedizione garibaldina con ventisette volontari, ma dopo l’Unità d’Italia subì una forte emigrazione a causa della povertà e dei danni del terremoto del 1905. Nel 1929 la sede comunale fu trasferita altrove, dando origine a Martirano Lombardo, mentre il paese originario divenne frazione fino al 1956, anno in cui tornò Comune autonomo con la legge n. 1348. Oggi Martirano si estende su un territorio ricco di storia e di natura, con un paesaggio verde e panoramico che si apre sulla media valle del Savuto, a pochi chilometri dalla costa tirrenica e dall’altopiano della Sila. Il suo patrimonio religioso comprende la Chiesa di Santa Maria Assunta, ex cattedrale, la Chiesa di San Francesco d’Assisi, la Chiesa del SS. Rosario, la Chiesa dell’Immacolata oggi sede museale, la Chiesa di Santa Maria in località omonima ed i Ruderi della chiesa di San Marco.